Progetti


Progetto scuola

Il progetto scuola è un progetto di sensibilizzazione volto ad informare gli studenti di tutti gli ordini scolastici sull’esistenza delle malattie rare, facendoli entrare in contatto con le difficoltà quotidiane che i malati incontrano, ma anche fornendo agli studenti uno spazio di ascolto e di riflessione sul tema della diversità come risorsa.

Il Progetto Scuola è un progetto di sensibilizzazione volto ad informare gli studenti di tutti gli ordini scolastici sul tema delle malattie rare, ma anche a fornire agli studenti uno spazio di ascolto e di riflessione sul tema delle relazioni interpersonali e dell’accettazione delle differenze individuali.

In questo modo si mira, da un lato, a sensibilizzare gli studenti, in funzione della loro età e del contesto scolastico nel quale sono inseriti, rispetto alla realtà delle malattie genetiche rare, trasmettendo loro le informazioni fondamentali su queste patologie, sulle loro principali caratteristiche e sulle possibili difficoltà che possono trovarsi ad affrontare coloro che ne sono affetti; dall’altro lato, si permette ai giovani partecipanti di affrontare e sperimentarsi attivamente sul tema delle relazioni interpersonali e sul concetto di “differente come Altro da sé”. Viene inoltre stimolato il dialogo sul concetto di integrazione come risorsa, educando i bambini e i ragazzi a riconoscere e rispettare le differenze individuali, imparando a considerarle come un elemento di ricchezza per il gruppo piuttosto che come motivo di scherno o di timore.

All’interno dei diversi interventi, che vengono pensati per essere in sintonia con ogni specifica fase di sviluppo che gli alunni si trovano ad affrontare, viene sempre proposto il filmato di presentazione dell’ASBBI e viene affrontato il tema del volontariato sottolineandone la fondamentale importanza. A tutti i bambini e ragazzi che partecipano al progetto vengono donati dei fascicoletti ricchi di illustrazioni e didascalie in ricordo dell’esperienza, che i figli di alcuni volontari dell’Associazione hanno creato appositamente. A partire da questi elementi comuni, l’approccio adottato all’interno di ciascun contesto scolastico varia a seconda della fascia di età degli studenti:

  • Alla scuola primaria la presentazione è basata su giochi che possano far comprendere cosa significa non sentire, non vedere o avere altre difficoltà nell’uso degli organi di senso. Lo scopo nel parlare di ciò a bambini che potrebbero sembrare troppo piccoli per questi argomenti è far capire loro che le differenze esistono ma basta poco per superarle e sensibilizzarli sotto questo aspetto.

  • Alla scuola secondaria di primo grado si affronta in modo più specifico il tema della genetica, agganciandosi a quanto da loro affrontato all’interno del programma. Vengono proiettati filmati che consentano loro di capire che le malattie rare e, di conseguenza, i malati, sono molto più vicini a noi e al nostro quotidiano di quanto non si pensi e vengono proposti piccoli giochi correlati all’utilizzo dei sensi.

  • Alla scuola secondaria di secondo grado si cerca di coinvolgere gli insegnanti di alcune materie correlate, per far in modo che gli argomenti da noi proposti vengano ripresi e possibilmente approfonditi durante le lezioni successive. Vengono proiettate slides con richiami alla genetica tramite film molto famosi in cui sono presenti personaggi affetti da malattie rare. Viene chiesto agli studenti di pensare a quali difficoltà le persone affette incontrano nella vita quotidiana e a quali soluzioni proporrebbero per poterla migliorare. Si approfondiscono infine le possibili implicazioni psicologiche relative alle malattie rare.

Al termine di ciascun progetto, in funzione della fascia d’età degli studenti coinvolti, si invita alla realizzazione di una “produzione” che possa ricordare l’esperienza svolta, attraverso la creazione di cartelloni, di elaborati relativi alle tematiche trattate (temi, poesie,…) o, per i più grandi, mediante l’organizzazione di un convegno aperto al pubblico per esternare le conoscenze acquisite e sensibilizzare altre persone (genitori, insegnanti, compagni, ecc).